LA RETE NON ABBANDONA GLI OPERAI

Pubblicato: settembre 3, 2010 in POST
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Sembra che a difendere il lavoro in Italia siano rimasti in pochi.

Sembra, ma non è cosi, perché mentre il Governo ed una parte dei sindacati hanno abbandonato i 3 operai della Fiat di Melfi, licenziati ma reintegrati dalla decisione del giudice del 9 agosto 2010, la rete ha deciso di non lasciarli soli.

Dal Governo l’unica voce che si è levata in difesa di Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli è stata non già quella del ministro del Lavoro Sacconi (che l’unico lavoro che pare difenda sia il suo), bensì quella del ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteoli, che ha affermato che “Se il nostro è uno stato di diritto non può esserlo a fasi alterne. C’è una sentenza e va rispettata”.

Certo, c’è stata la risposta, tiepida ed accorta, del Presidente della Repubblica che ha invitato le parti ad un confronto “pacato e serio” (ossimori se riferiti a caterpillar-Marchionne). Ma i sindacati, nella fattispecie la Cisl, hanno fatto di peggio, con Bonanni che ha sostenuto” la Fiat non cada nelle provocazioni e nella trappola della Fiom”, affermazione che ha provocato la reazione piccata della Camusso che invece con la sua Cgil sostiene la battaglia dei 3 operai per il diritto al lavoro. Perché è questo che chiedono queste tre persone, di lavorare.

Potrebbero accontentarsi di percepire lo stipendio rimanendo a casa in attesa dell’appello previsto per il 6 ottobre.

Potrebbero accettare la condizione umiliante proposta dalla Fiat (ennesimo ricatto di un’azienda che, non dimentichiamolo mai, è stata sostenuta per anni dalle tasse di noi tutti) e svolgere la sola attività sindacale rimanendo confinati nella saletta sindacale, a 400 metri dal luogo di lavoro dei loro compagni. Invece hanno deciso di lottare, di presentarsi ai cancelli e di denunciare l’accaduto.

Vi chiedo dunque: è giusto che 3 operai lottino da soli per i diritti di tutti?

Vi chiedo solo 5 minuti del vostro tempo, FIRMATE IN MASSA, FIRMATE TUTTI, fate sentire a questi ragazzi che non sono soli e fate vedere a chi ci governa disprezzandoci che noi siamo un popolo, unito e compatto, che sarà difficile gestire e impossibile zittire.

Grazie a tutti.

Patrizia Penna
(resistente M.A.I.)

Invitiamo tutti ad apporre una Firma a sostegno degli operai Fiat di Melfi-licenziati e a partecipare all’evento su Facebook del Movimento Antiberlusconiano Italiano: RACCOLTA FIRME PER IL REINTEGRO DEI 3 OPERAI DI MELFI.

Uniamoci alla pacifica battaglia degli operai Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte, Marco Pignatelli, licenziati dalla Fiat di Melfi e reintegrati dal Tribunale di Melfi. Tuttavia sebbene il decreto del Tribunale di Melfi, depositato in cancelleria in data 9 agosto 2010 a conclusione del giudizio recante il numero 435/2010 Rgl, per espressa previsione di legge, abbia immediata efficacia esecutiva e non sia revocabile fino alla conclusione del giudizio di opposizione, l’azienda in un primo momento ha comunicato la reintegra sul posto di lavoro e, successivamente, con un telegramma, ha dato notizia della sua volontà di non avvalersi delle prestazioni lavorative dei succitati operai. In pratica, secondo l’azienda, i lavoratori in oggetto dovrebbero continuare a percepire la sola retribuzione ma non avrebbero il diritto ad essere reintegrati nella loro postazione lavorativa. Condividiamo il pensiero degli operai in quanto riteniamo che questo comportamento sia lesivo nei diritti e nella dignità di qualsiasi lavoratore e chiediamo a chi di competenza di reintegrare come stabilito magistrato i tre operai nelle loro abituali sedi lavorative.

FIRMIAMO PERCHÉ’ VOGLIONO TOGLIERCI ANCHE LA DIGNITÀ’ DI ANDARE AL LAVORO.
FIRMIAMO PERCHÉ’ RITENIAMO DI DOVER RISPETTARE LA SENTENZA DEL TRIBUNALE.
FIRMIAMO PERCHÉ’ SE CEDIAMO QUI, CEDIAMO SUL DIRITTO AL LAVORO, IL DIRITTO ALLA LIBERTÀ’.

Alcune fonti:

IL TESTO ORIGINALE DELLA LETTERA INVIATA A NAPOLITANO

IL TESTO ORIGINALE DELLA RISPOSTA DEL PRESIDENTE NAPOLITANO

Fiar Melfi. Appoggio dei sindacati del Vulture ai tre licenziati

Governo e sindacati: pressing sulla Fiat

Matteoli: “Le sentenze vanno rispettate”. Gli operai scrivono a Napolitano

Melfi. I tre operai: ‘Saremo tutti i giorni davanti lo stabilimento’. Napolitano scrive ai lavoratori

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commenti
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