Il perchè della creazione dei gruppi regionali

Pubblicato: marzo 30, 2010 in POST
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Il perché dei gruppi è molto semplice. Solo chi risiede sul territorio è a conoscenza dei problemi strettamente connessi al proprio paese. Postandone le notizie ed i contenuti potrete portare a conoscenza le realtà di paesi che altrimenti non avrebbero voce e visibilità.

La pagina nazionale servirà da amplificatore. Sarebbe bellissimo parlare anche della malasanità o quant’altro dei piccoli paesi dove magari non esiste ancora il web. La disinformazione attuale ci propina solo quello che vogliono farci sapere.

E’ questo il Berlusconismo contro il quale noi combattiamo.

I gruppi regionali servono per questo , usateli per fare informazione e per attingere notizie da divulgare nella vita reale, nei bar, tra gli amici, parlando agli anziani che magari credono che l’Italia sia quella che racconta Minzolini.

L’Italia deve tornare ad essere un paese raccontata da noi e per ogni sperduto angolo della nostra bellissima nazione. I gruppi sono uno strumento che vi offriamo per essere protagonisti delle vostre più’ strette realtà.

Fatene un buon uso. L’Italia va cambiata radicalmente nella cultura e questo lo possiamo fare , noi singoli cittadini. In questo modo non togliamo nulla a nessuno, ne ai partiti, ne ad alcuni movimenti che stanno già operando sul territorio con estrema razionalità. Anzi potremmo essere da sostegno maggiore amplificando anche le loro iniziative. Dare la voce alla gente, è sintomo di democrazia e libertà.

E’ dalla costante moltiplicazione di idee e contenuti che si realizza la RESISTENZA.

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commenti
  1. Edo ha detto:

    Signori, accettate un mio umilissimo pernsiero.Voglio farvi un esempio.Al nord trionfa la Lega e altrove si grida allo scandalo. Dalle mie parti al sud, si ritiente che il federalismo ci porterà solo alla rovina e che le regioni più ricche saranno ancora più ricche mentre le povere saranno sempre più povere. La cosa che davvero mi stupisce di questo pensiero è che nessuno sembra avere la minima intenzione di fare autocritica. In Campania ad esempio, potremmo pensare una buona volta che i soldi pubblici servono a fare cose e non a finire nelle tasche di qualcuno? Che le strade non si lasciano per decenni incompiute? Che intere strutture non possono essere inaugurate e poi lasciate marcire? Vogliamo gridarlo al mondo che Bassolino era ora che si levasse di torno? Possiamo anche pensare che l’informazione sia parziale,che ci sia un regime contro il quale fare RESISTENZA ma questa non è la soluzione.La soluzione è fare autocritica e mettere in campo delle idee poichè soltanto le idee possono far presa sulla gente, non l’antiberlusconismo inconcludente che ormai ha disgustato anche il vostro elettorato.Ciao.

  2. rita ha detto:

    il problema, caro amico, non è bassolino ma una sinistra che rincorre la destra sullo stesso piano della corruzione, del clientelismo e del personalismo. La politica è il luogo alto della relazione, dell’incontro, chiusi nel nostro individualismo abbiamo perso l’idea della cosa pubblica, di ciò che è importante per la collettività…

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